Dr. Caterina Frisone

Caterina Frisone è la fondatrice e responsabile scientifica del Master in Architettura e Salute, nato dalla sua esperienza quinquennale (2017-2022) nel settore sanitario inglese. Con un dottorato di ricerca in Architettura della Cura conseguito presso l’Università di Oxford Brookes, ha testato le sue ipotesi visitando ospedali e strutture sanitarie in tutto il paese e vivendo per quattro mesi in tre diversi Maggie’s centres, dove ha studiato il ruolo terapeutico dell’architettura di qualità. Spiegato nel libro “The Therapeutic Power of Maggie’s Centre: Design, Emotions and Feelings, Where Architecture Meets Neuroscience” (Routledge, 2023), tale constatazione è diventata il motto del nuovo master che si propone di migliorare il sistema sanitario italiano.
2.8 /3.8 LABORATORIO DI TESI
3.3 STRUTTURE PER L’ASSISTENZA TERRITORIALE
IL SAPERE DELL’ARCHITETTO NELLA PROGETTAZIONE SANITARIA
Laboratorio di Tesi 1, 2, 3, 4, 5, 6 (27h)
Ambito 2: UMANIZZAZIONE – L’AUTISMO NEI BAMBINI, COME L’AMBULATORIO SI ADEGUA ALLE NECESSITÀ
Abstract
In Italia, un bambino su 77 (età 7-9 anni) è affetto da disturbi dello spettro autistico (ASD), con una media di 5.000 nuovi casi/anno e 14/giorno, e un’incidenza passata da 1/10mila nati negli anni ‘80 a 1/50 nati oggi. L’ASD ha ripercussioni su comunicazione, interazione sociale, comportamento e sulle risposte sensoriali. Purtroppo, non esiste una cura, essendo l’ASD una condizione permanente del neurosviluppo, e non una malattia. Tuttavia, un’ambiente strutturato, prevedibile e sensoriale (v.asilo Montessori) può migliorare significatamene le abilità sociali, comunicative e cognitive del bambino autistico, anche se l’efficacia di tali ambienti è ancora da dimostrare. Nel settore sanitario, l’ambulatorio non facilita l’inclusione dei bambini con autismo ed è urgente sviluppare linee guida a supporto di progettisti, decisori politici e clinici. A tal fine la Regione del Veneto ha recentemente stanziato oltre 3 milioni di euro per la ricerca su diagnosi precoce, rete per le emergenze, accoglienza nell’ambiente clinico, anche in concomitanza alla prossima apertura delle case di comunità. A Piove di Sacco (PD), il “Progetto Autism”, attivo dal 2019, con l’obiettivo di migliorare la collaborazione dei pazienti affetti da ASD con la poltrona durante le sedute odontoiatriche ambulatoriali presso il reparto di Odontoiatria dell’ospedale, rappresenta un modello. La proposta di tesi è quindi quella di uno ambulatorio inclusivo, personalizzato e confacente le diverse sfaccettature dello spettro, che aiuti i bambini autistici a sentirsi in un ambiente protetto che renderà le loro visite meno traumatiche. Tale esempio potrebbe essere applicato agli ambulatori di tutte le case di comunità venete.
Parole Chiave
Autismo, Ambulatorio clinico, Inclusività, Ambiente protetto, Case della Comunità, Regione del Veneto
Ambito 4: INFRASTRUTTURAZIONE DEL BENESSERE: Gli spazi del verde tra terapia e memoria dei luoghi
Abstract
La natura è considerata essenziale nella cura, non solo per le sue proprietà medicinali, ma anche per le sue implicazioni psicologiche, note come ‘verde terapeutico’ o ‘giardini curativi’. La biofilia, definita come l’innato istinto umano di connettersi con la natura, suggerisce infatti che il contatto fisico con il verde produca benefici concreti per la salute fisica e mentale. In passato, in strutture psichiatriche come l’Ospedale Psichiatrico Provinciale di Padova, noto come “Ai Colli”, il vasto parco rivestiva un ruolo centrale nella gestione della malattia mentale. Oggi, l’ex manicomio ospita diverse attività socio-sanitarie, tra cui una struttura residenziale, un centro comunitario, un centro diurno, un ambulatorio, un centro di salute mentale e un centro per ipovedenti. Da qui la proposta di tesi per un giardino per persone con ipovisione, per le quali il verde è un colore fondamentale, non solo perché è il più facile da percepire, favorendo orientamento e mobilità, ma anche perché sviluppa gli altri sensi (udito, tatto, olfatto) e capacità cognitive, un fenomeno noto come ‘compensazione sensoriale’. Il giardino può diventare un modello da applicare a tutte le case della comunità di recente apertura in Veneto, ma prive di un progetto del verde. Ispirandosi al giardino orientale, i cui elementi caratteristici – simboli naturali che stimolano i sensi – si ripetono sempre, il nuovo giardino si potrà dunque ripetere, adattandosi, di volta in volta, alle specifiche caratteristiche del sito, prevedendo un programma di piante ed elementi comuni a due o più gruppi di specie arboree, tra pianura, collina e montagna.
Parole Chiave
Giardino terapeutico, Multisensorialità, Utenti ipovedenti, Case della Comunità, Regione del Veneto
Lezione 1 (1h)
IL POTERE TERAPEUTICO DEL MAGGIE’S CENTRE
Abstract
La lezione illustra la fonte nascosta dell’effetto benefico del Maggie’s Centre sui pazienti oncologici, che arrivano ad accettare la propria malattia a tal punto da poter parlare di un vero e proprio potere terapeutico dell’edificio. Questo potere è generato dalla sofisticata architettura combinata con un programma di supporto psicologico unico, che incide sul benessere mentale, il quale a sua volta influenza il sistema immunitario. Fondato da Maggie e Charles Jencks nel 1995, il Maggie’s Centre è un eccellente esempio di ambiente costruito che favorisce una correlazione tra le discipline dell’architettura e delle neuroscienze, ovvero un ambiente in cui la risposta emotiva delle persone all’architettura è immediata e altamente evidente. In breve, dimostra chiaramente come il cervello sia sensibile all’ambiente costruito. Questo aspetto è già al centro di una vasta letteratura sul rapporto tra architettura e neuroscienze (o neuroarchitettura) in architettura in generale, ma viene completamente trascurato nei testi di architettura sanitaria, in parte perché qui la mente non è considerata importante quanto il corpo. L’utilizzo del caso studio del Maggie’s Centre, come chiaro esempio di ambiente terapeutico che migliora il benessere dei propri utenti, ha il vantaggio di aiutare gli studenti a comprendere come prevedere le reazioni delle persone all’ambiente costruito e, di conseguenza, a progettare edifici sanitari di qualità che contribuiscano a migliorare la loro salute fisica e mentale e ad accelerarne la guarigione.
Parole Chiave
Maggie’s Centre, Ambiente Terapeutico, Benessere emotivo, Architettura e Neuroscienze, Neuroarchitettura
Bibliografia
- Vanolo, A. (2024) La città autistica. Torino: Einaudi
- Cooper Marcus, C. and Barnes, M. (1999) Healing Gardens: Therapeutic Benefits and Design Reccomandations. New York: John Wiley & Sons
- Frisone, C. (2024) The Therapeutic Power of Maggie’s Centre: Design, Emotions and Feelings, Where Architecture Meets Neuroscience. London & New York: Routledge https://www.taylorfrancis.com/books/mono/10.4324/9781003244516/therapeutic-power-maggie-centre-caterina-frisone
- Frisone, C. (2022) Maggie’s Centres: On the Road. Florence: Forma Edizioni https://formaedizioni.it/en/prodotto/maggies-centres-eng/
- Frisone, C. (2018) “The Maggie’s Centre: a sensorium of Hope”. An interview with Charles Jencks, Area, 159, pp.4-11 https://www.area-arch.it/area-159-sensory-design-2/
