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Arch. Ottavio di Blasi

Ottavio di Blasi

Ottavio di Blasi è il titolare di OTTAVIO DI BLASI & Partners dal 2020. Già tra i più stretti collaboratori di Renzo Piano tra il ‘79 e il ‘90, nel 1990 ha aperto il proprio studio a Milano e nel 2015 è stato Tutor del gruppo di lavoro G124 sulle Periferie Urbane del Senato Italiano, coordinato dal Senatore a Vita Renzo Piano. Dal 2020 è membro del Comitato Scientifico della Fondazione Renzo Piano e nel 2021 è stato Global Lecturer presso l’Università di Cincinnati. Ha realizzato progetti in Australia, Svizzera, Francia, USA, Senegal, Ghana, Singapore, Hong Kong, Oman, Libya, Albania e Italia. Caratteristica costante del suo metodo di lavoro è la sintesi tra un approccio costruttivo tecnologicamente avanzato ed una visione umanistica che mette al centro l’uomo ed i valori culturali legati al luogo del progetto.

3.8 LABORATORIO DI TESI

IL SAPERE DELL’ARCHITETTO NELLA PROGETTAZIONE SANITARIA

Laboratorio di Tesi 1, 2 (10h)

Tema/Ambito 3: INFRASTRUTTURAZIONE DEL BENESSERE: Longevità e qualità della vita

Abstract
L’architettura ha un ruolo cruciale nella umanizzazione dei luoghi di cura. Se da un lato l’ospedale è il luogo della specializzazione della cura, in cui funzionalità, efficacia, intensità sono le parole chiave (la macchina che cura); dall’altro esiste una vasta gamma di spazi, situati virtualmente nello spazio compreso tra l’ospedale e la città, in cui la qualità dello spazio e l’invenzione tipologica contribuiscono in modo determinante alla all’umanizzazione ed all’efficacia della cura soprattutto quando essa si protrae nel tempo. Questi spazi si situano virtualmente nello spazio compreso tra l’ospedale e la città, tra comunità e società. Sono i luoghi in cui la cura si “umanizza” e si avvicina alla vita quotidiana, in cui la cura si protrae nel tempo ed il confine tra l’ammalato e il cittadino si fa più sfumato. A partire dalla lettura e dall’analisi di alcuni esempi tipologici: Maggie’s Centre – Manchaster (Foster+Partners) e il progetto di una Struttura al servizio dei minori affetti da malattia oncologica e delle loro famiglie – Pavia (ODB & Partners), si individua la “serra terapeutica” come tipologia ibrida di grande potenzialità da affiancare alle “Case di Comunità”. Il requisito fondamentale sarà l’apertura alla città ed al quartiere ed il superamento della distanza tra la nozione di malato e di cittadino. In quanto luogo “aperto” alla città questo obiettivo implica la messa a punto di caratteristiche tipologiche pensate per facilitare la fruibilità e la flessibilità di utilizzo da parte delle varie fasce di utenza e di età (luogo di fruizione intergenerazionale). Una serra terapeutica con queste caratteristiche potrà non solo potenziare i servizi delle “case di comunità” ma potrà anche fungere da utensile di rigenerazione urbana e di riqualificazione sociale. L’output atteso comprende un modello replicabile trasferibile nel contesto veneto e declinabile in contesti diversi mostrando il contributo attivo dell’architettura alla sostenibilità della rete socio-sanitaria ed alla riqualificazione urbana.

Parole Chiave
Fruibilità, Umanizzazione, Multifunzionalità


Bibliografia / Testi consigliati

  1. Toward an Urban Renaissance – Final report of the Urban Task Force Chaired by Richard Rogers – 1999
  2. G124 – Renzo Piano Diario delle periferie /1 – Giambellino Milano 2015 – SKIRA
  3. Pierfrancesco Maran – Le città visibili – Dove inizia il cambiamento del paese – Solferino Edizioni 1922
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