Prof. Stefano Pallanti

Stefano Pallanti è Direttore della Scuola di Specializzazione e Primario presso AOU Careggi. Dal 2008 al 2010 è stato Professore e Direttore del Centro di Eccellenza presso l’Icahn School of Medicine at Mount Sinai, dal 2010 al 2014 Full Professor a Stanford University e dal 2013 al 2014, Full Professor a University of California Davis. A Stanford, ha tenuto il corso “Freud a Firenze”. È stato Visiting Professor a Imperial College e, dal 2000, Professor all’Albert Einstein College of Medicine, nonché ricercatore e PI NIH e Horizon. Professore abilitato alla prima fascia e titolare del corso Psichiatria nella Scuola di Medicina dal 2001, è autore di articoli accademici per H-index 72, di oltre 400 pubblicazioni e 14 volumi.
3.4 ESPERIENZA SPAZIALE E COMPORTAMENTO
NEUROSCIENZE E ARCHITETTURA
Obiettivi formativi
Il modulo intende introdurre gli studenti ai rapporti tra neuroscienze cognitive, percezione ambientale e progettazione architettonica. Particolare attenzione sarà dedicata ai processi neurocognitivi coinvolti nell’esperienza dello spazio, ai correlati emotivi e comportamentali dell’ambiente costruito, e alle implicazioni cliniche e applicative della neuroarchitettura.
Risultati di apprendimento attesi
Al termine del modulo lo studente sarà in grado di:
- definire i principali concetti di neuroscienze applicate all’ambiente costruito;
- descrivere i meccanismi neurocognitivi coinvolti nella percezione dello spazio;
- comprendere il rapporto tra ambiente, regolazione emotiva e risposta biologica allo stress;
- discutere il ruolo delle differenze neurocognitive individuali nell’esperienza spaziale;
- applicare i principali modelli teorici della neuroarchitettura all’analisi dell’ambiente.
Lezione 1 (2,5h)
RAPPORTO TRA ARCHITETTURA E NEUROSCIENZA (Definizione di neuroscience, neuroarchitettura e architettura del cervello, emozioni, cervello e immunità: come l’ambiente modula la risposta immunitaria e l’esperienza del COVID-19)
Abstract
La neuroarchitettura è un ambito interdisciplinare nato dall’incontro tra le neuroscienze, la psicologia ambientale e la progettazione architettonica. A partire dal lavoro pionieristico di John P. Eberhard e dall’eredità scientifica di Francis Otto Schmitt, la disciplina si propone di comprendere in che modo gli ambienti costruiti influenzino i processi neurocognitivi ed emotivi. Secondo Sarah Williams Goldhagen, lo spazio non costituisce uno sfondo neutro dell’esperienza umana, ma partecipa attivamente alla modulazione dell’attenzione, della memoria, del comportamento e dei processi affettivi. In questa prospettiva, la recente letteratura mostra come caratteristiche ambientali quali illuminazione, rumore, densità, organizzazione percettiva e contatto con elementi naturali siano in grado di modificare l’attività di reti neurali implicate nella regolazione emotiva e nello stress. La lezione analizzerà inoltre il rapporto tra emozioni, cervello e immunità, introducendo il concetto di integrazione tra sistemi nervoso, endocrino e immunitario. L’esperienza pandemica da COVID-19 ha mostrato come isolamento, qualità abitativa e deprivazione ambientale possano influenzare non soltanto il benessere psicologico ma anche la vulnerabilità biologica. In tale prospettiva, la neuroarchitettura si configura come uno strumento teorico e applicativo utile per comprendere come l’ambiente costruito partecipi ai processi di salute, adattamento e resilienza.
Parole Chiave
Neuroarchitettura; Neuroscienze; Emozioni; Psiconeuroimmunologia; COVID-19
Lezione 2 (2,5h)
LETTURA COGNITIVA DELLO SPAZIO / PERCEZIONE (Oltre i 5 sensi, Neurotipie e spazio)
Abstract
Le ricerche recenti in neuroarchitettura mostrano che la percezione dello spazio è un processo cognitivo complesso che integra dimensioni sensoriali, emotive e comportamentali. Lo spazio architettonico viene elaborato attraverso circuiti che coinvolgono l’attenzione, la memoria, l’orientamento e la valutazione affettiva. L’esperienza spaziale non deriva dunque dalla sola percezione visiva, ma dall’integrazione di sistemi propriocettivi, vestibolari, interocettivi e multisensoriali. Gli studi sperimentali contemporanei utilizzano strumenti neuroscientifici quali l’elettroencefalografia, l’eye-tracking, le misure psicofisiologiche e gli ambienti virtuali per analizzare il rapporto tra la configurazione spaziale e la risposta cognitivo-emotiva. In questa prospettiva assume particolare rilevanza il tema delle neurotipie. Le differenze individuali nei processi di integrazione sensoriale, nella soglia di arousal e nella regolazione attentiva modificano profondamente il modo in cui lo spazio viene percepito, esplorato o evitato. Il modello dei Research Domain Criteria (RDoC) consente di leggere tali differenze in termini dimensionali e transdiagnostici, superando le categorie cliniche rigide. La progettazione architettonica può così essere interpretata come fattore capace di favorire autoregolazione, orientamento e inclusione neurocognitiva.
Parole Chiave
Neuroarchitecture; Percezione; Integrazione multisensoriale; Neurodiversità; Research Domain Criteria
Bibliografia / Testi consigliati
- Goldhagen SW. Welcome to Your World: How the Built Environment Shapes Our Lives. New York: HarperCollins; 2017.
- Eberhard JP. Architecture and the Brain: A New Knowledge Base from Neuroscience. Atlanta: Greenway Communications; 2007.
- Abbas S, Okdeh N, Roufayel R, Kovacic H, Sabatier JM, Fajloun Z, Abi Khattar Z. Neuroarchitecture: How the perception of our surroundings impacts the brain. Biology (Basel). 2024;13(4):220. doi:10.3390/biology13040220.
- Francis Otto Schmitt Papers, 1942–1982. Neurosciences Research Program Collection. Massachusetts Institute of Technology Libraries.
- Cuthbert BN, Insel TR. Toward the future of psychiatric diagnosis: the seven pillars of RDoC. BMC Medicine. 2013;11:126. doi:10.1186/1741-7015-11-126.
- Naghibi Rad P, Behzadi F, Yazdanfar SA, Ghamari H, Zabeh E, Lashgari R. Exploring methodological approaches of experimental studies in the field of neuroarchitecture: A systematic review. 2023;16(2):284–309.
- Higuera-Trujillo JL, Llinares C, Macagno E. The cognitive-emotional design and study of architectural space: A scoping review of neuroarchitecture and its precursor approaches. Sensors (Basel). 2021;21(6):2193. doi:10.3390/s21062193.
- The Benefits of Nature Exposure for Individuals with Autism Spectrum Disorder. Blades M, et al. The benefits of nature exposure for individuals with autism spectrum disorder: A systematic review. Journal of Autism and Developmental Disorders. 2021;51(3):1094–1114.
- Forest Bathing. Qing Li. Forest Bathing: How Trees Can Help You Find Health and Happiness. New York: Viking; 2018.
- The Restorative Benefits of Nature: Toward an Integrative Framework. Stephen Kaplan. The restorative benefits of nature: Toward an integrative framework. Journal of Environmental Psychology. 1995;15(3):169–182.
- The Cognitive Benefits of Interacting with Nature. Berman MG, Jonides J, Kaplan S. The cognitive benefits of interacting with nature. Psychological Science. 2008;19(12):1207–1212
