Prof.ssa Margherita Vanore

Margherita Vanore, Architetto, PHD, è Professore Ordinario di Progettazione Architettonica e Urbana presso l’Università Iuav di Venezia, dove insegna nei corsi di laurea triennale e magistrale in Architettura, nella Scuola di Specializzazione SSIBAP e nel Master di II livello Architettura e Salute. Svolge attività di ricerca sul progetto integrato per la città, il paesaggio, il patrimonio e sul ruolo dell’architettura come cura delle persone e del loro habitat.
3.5 CITTÀ E BENESSERE
LA CITTÀ COME CURA E L’INFRASTRUTTURAZIONE URBANA E DEL BENESSERE
Lezione 1 (4 h)
LA CITTÀ COME CURA E L’INFRASTRUTTURAZIONE URBANA DEL BENESSERE
Abstract
L’ambiente costruito ha da sempre un impatto determinante sul benessere e la salute delle persone e oggi sempre più il progetto deve rispondere alle necessità di configurare sistemi di spazi accoglienti e vitali. Agli spazi condivisi richiediamo in particolare di essere adeguati a contrastare rischi per la salute pubblica ma anche l’incremento di malattie croniche non trasmissibili, di essere resilienti e capaci di svolgere un ruolo di cura attiva, non solo di risanamento temporaneo di un determinato contesto. Rigenerare per definire condizioni salutari degli spazi aperti e degli edifici implica un approccio integrale che coinvolga nel progetto diversi processi e pratiche in una equilibrata multifunzionalità. L’obiettivo è integrare il sistema del welfare urbano configurando una infrastrutturazione del benessere individuale e collettivo. La “città che cura” in tal senso richiede al progetto urbano la capacità di dare forma attiva ad una nuova infrastruttura ecosistemica, che intervenga a scale diverse per adeguare, trasformare, articolare elementi e contesti, con l’obiettivo di riqualificare gli spazi e le modalità di fruizione dei luoghi che abitiamo. Ricerche progettuali e opere di riferimento in tale contesto permettono di definire: ambiti di intervento e scenari di cura, caratteri terapeutici degli spazi aperti e delle reti di mobilità lenta, modalità di intervento per favorire stili di vita attivi, salutari e sostenibili attraverso la qualità dei luoghi, delle architetture e del paesaggio urbano.
Parole Chiave
Benessere, Multifunzionalità, Spazi Condivisi, Qualità Terapeutiche, Progetto Integrale
Lezione 2 (5h)
SPAZI DELLA SALUTE E DINTORNI URBANI
Abstract
Le strutture socio-sanitarie sono di solito introverse e indifferenti alla costruzione di una qualità urbana del loro intorno. Sappiamo tuttavia che la qualità dell’architettura si sostanzia nella relazione con la città e va ricercata anche nella sua capacità di costruire un equilibrio ambientale, per prendersi cura delle persone e delle problematiche che devono affrontare. Al progetto architettonico e urbano affidiamo infatti il compito di valorizzare gli spazi aperti e interpretare le potenzialità di soglie permeabili alla luce e alla vista oltre che alla percorrenza. Spazi di soglia che articolano i margini e assumono un ruolo significativo tanto per il carattere dell’architettura quanto per la gestione delle diverse funzioni di accoglienza, di sicurezza e di supporto all’orientamento.
Una serie di strutture socio-sanitarie realizzate negli ultimi venti anni in Europa e nel mondo, consentono di esaminare varie scelte progettuali che qualificano gli spazi della cura raccordandoli in modo significativo al loro contesto di riferimento e alle necessità terapeutiche. Una selezione di edifici destinati a varie funzioni sanitarie, realizzati in Italia, Spagna, Olanda, Norvegia, Stati Uniti, Messico, Brasile, Australia, Thailandia, mostrano diverse potenzialità del progetto in rapporto al paesaggio urbano e alle condizioni ambientali in cui l’architettura interviene per curare le persone e non solo.
Parole Chiave
Architetture Terapeutiche, Permeabilità, Spazi Di Margine, Qualità Ambientale, Spazi Aperti
Lezione 3 (4h)
LA CURA DEL PROGETTO: MARGINI, LUOGHI DI SOGLIA E SPAZI APERTI CONDIVISI
Abstract
In risposta alle sempre più pressanti domande di sostenibilità, salute e sicurezza, la storia recente della città ci pone spesso di fronte a semplici forme cumulative di quanto è riconosciuto come smart. La critica ad alcuni modelli di sviluppo del secolo scorso, per un recupero di stili di vita a misura e “a passo” d’uomo, ci porta a riflettere sull’architettura di spazi aperti condivisi per ritrovare riferimenti utili alla reinterpretazione degli abitati densi e compatti dei centri storici, o di assetti spaziali che rispondono a specifiche condizioni ambientali. Dagli interventi di rigenerazione urbana alla realizzazione di nuovi quartieri e nuove città, particolare attenzione assumono quei fattori di benessere ambientale e sociale che favoriscono l’inclusività dell’architettura, in particolare nella conformazione degli spazi aperti e di soglia, valorizzando il loro ruolo strutturante e nevralgico per una qualità sostenibile della vita urbana. La qualità urbana del progetto costituisce un fattore sostanziale per alimentare una adeguata infrastrutturazione del benessere. Una infrastrutturazione che coinvolge gli edifici esistenti oppure già dal loro impianto e nella articolazione delle parti di relazione tra interno ed esterno. L’attacco a terra assume valore prioritario per il modo in cui definisce gli spazi intermedi, tra il privato, il collettivo e il pubblico. Portici, attraversamenti coperti, logge, terrazze, aree verdi, sono solo alcuni dei dispositivi di soglia, certamente tra i più tradizionali e indagati, ma che ancora possono essere ripensati per migliorare le condizioni dell’abitare e curare le città.
Parole Chiave
Spazi Condivisi, Qualità Architettonica, Adattabilità, Equilibrio Ambientale, Integrazione.
Lezione 4 (4h)
LA RIQUALIFICAZIONE DELLE STRADE PER LA CURA DELLA CITTÀ
Abstract
L’ infrastrutturazione urbana del benessere coinvolge in modo diretto la riqualificazione delle strade e degli spazi della mobilità. La ricerca delle modalità più adeguate a migliorare la qualità della vita, la riduzione di emissioni inquinanti e la risposta agli effetti dei cambiamenti climatici, si riflette oggi nel miglioramento della sicurezza stradale e dell’economia urbana. Il progetto dello spazio di condivisione della strada è pertanto fondamentale per rendere le città più resilienti e sicure. La riflessione sulle strade urbane, sia come parte fondamentale di sistemi complessi sia come luoghi da riabitare, mira a uno sviluppo che salvaguardi e integri il capitale naturale attraverso nuove infrastrutture per stili di vita sani. Ad indicare alcune possibilità di intervento contribuiscono le trasformazioni messe in atto a Barcellona con il Passeig de St Joan (Lola Domènech), ma anche l’azione intrapresa a Tampa (Reed-Hilderbrand) e a Lexington (SCAPE). Nei diversi casi, allo spazio della strada si assegna anche un ruolo di infrastruttura ambientale che si prende cura di chi fruisce dello spazio. I margini della strada accolgono e offrono ombra e ristoro in luoghi di sosta ben progettati e realizzati, mettono in campo una cura per le diverse attività e le diverse generazioni, integrano superfici permeabili e riducono lo spazio ad uso esclusivo dei veicoli per favorire pratiche di condivisione e comunità.
Parole Chiave
Strade Abitate, Spazi Di Condivisione, Natura Urbana, Parchi Lineari, Molteplicità.
Lezione 5 (5h)
TRASFORMAZIONI INFRASTRUTTURALI. FROM GRAY TO GREEN
Abstract
La qualificazione dello spazio aperto attribuisce un compito rilevante alla rete multifunzionale di suoli permeabili, che integra spazi verdi e superfici sensibili all’acqua con diverse pratiche di coltivazione e cura.
Le infrastrutture verdi/blu hanno del resto assunto un ruolo decisivo come sistemi di rete che collegano, qualificano e integrano diverse aree di “natura” nel corpo costruito delle città. Nei casi più interessanti, lo stesso paesaggio viene reinterpretato e riproposto in senso infrastrutturale, operando nelle pieghe dell’ambiente costruito e riqualificando i luoghi abitati attraverso la ricomposizione di frammenti o la riparazione di fratture.
L’infrastruttura verde si colloca tra la struttura del paesaggio e quella della città. Non solo risponde al “bisogno di natura” laddove questo sia stato negato, ma è chiamata a rielaborare, nella loro complessità, le relazioni esistenti o potenziali tra diversi elementi e fenomeni, al fine di ricomporre vari componenti per configurare o integrare nuovi sistemi urbani in un diverso equilibrio tra natura e costruzione. Nel corso del primo quarto del XXI secolo, sono state completate diverse opere di conversione delle cosiddette “infrastrutture grigie” in “infrastrutture verdi/blu”. La dismissione di alcuni viadotti e la necessità di adattare la rete di trasporto alle nuove esigenze del traffico urbano lasciano spazio a infrastrutture verdi che recuperano terreni e sistemi già connotati dal loro ruolo infrastrutturale. In questi casi il progetto urbano trova una condizione strategica per reinterpretare il rapporto tra ambiente costruito e ambiente naturale favorendo stili di vita attivi e una mobilità ciclo pedonale.
Parole Chiave
Conversioni Infrastrutturali, Riuso Adattivo, Integrazione, Connessioni Verdi, Rigenerazione
Lezione 6 (4h)
ARCHITETTURA E PAESAGGIO PER LA QUALITÀ AMBIENTALE E IL BENESSERE URBANO
Abstract
Il paesaggio è parte sostanziale dell’architettura e con essa si qualifica reciprocamente, come avviene per la città. Il progetto è peraltro sempre più sollecitato a integrare le diverse componenti di città e paesaggio per favorire il benessere delle persone in una qualità ambientale sostenibile. Risulta allora utile relazionare l’architettura a quanto potremo indicare come città-paesaggio.
Città-paesaggio è una parola aggregata, che nella composizione di due diversi contesti ambientali vuole evocare una relazione privilegiata, artefice di benessere. Nella costruzione come nella riqualificazione di una città-paesaggio, le condizioni di benessere sono generate dalle risorse integrate del paesaggio e della città per recuperare un equilibrio vitale e sostenibile tra diverse componenti.
Alla città-paesaggio si rapportano stili di vita attivi e dalla sua consapevole percezione muove la possibilità di comprendere relazioni o contaminazioni tra quanto è considerato appartenere a nature e regole diverse, per operare ai fini di un benessere diffuso, anche nella configurazione di luoghi e percorsi che si avvalgono dei valori del paesaggio urbano nell’accogliere le pratiche ordinarie dell’abitare. La qualità dei suoi spazi nasce quindi da una accurata integrazione dei caratteri e dei valori contestuali per favorire una fruizione salutare degli spazi aperti.
Parole Chiave
Risanamento Ambientale, Nuovi Paesaggi, Architetture Risanatrici, Valori Di Sistema, Rigenerazione Adattiva.
Bibliografia / Testi consigliati
- Vanore M., (2024). “Dal Gray al Green. Infrastrutture e paesaggi in transizione”. In (Eds.): Reho, M., Magni, F., Tutela e valorizzazione del paesaggio nella transizione. Attori, istituzioni e strumenti. Bologna: Il Mulino, 2024. Pp. 321-338
- Vanore, M., Triches, M. (Eds.) (2021). CURACITTÀ VENEZIA vs Marghera e la città-paesaggio. Macerata: Quodlibet. Pp. 256
- Vanore M., (2020) «Paesaggi urbani del XXI secolo tra salute, sicurezza e sostenibilità, in (ed.): Miano P. “HEALTHSCAPE. Nodi di salubrità, attrattori urbani, architetture per la cura”, Macerata: Quodlibet, pp.84-95
- Vanore M., (2020) “L’infrastrutturazione urbana del benessere”, in (ed.) Capuano A. STREETSCAPE. Strade vitali, Reti della mobilità sostenibile, Vie verdi, Macerata: Quodlibet, pp.264-277.
- Toppetti F., Ferretti L.V .(a cura di), LA CURA DELLE CITTÀ. Politiche e progetti, Quodlibet, Macerata 2020
- Vanore M., Triches M. (Eds.) (2019). DEL PRENDERSI CURA. Abitare la città-paesaggio. Macerata: Quodlibet. Pp. 208
- De Sousa C., Sustainable Brownfield Development. Building a Sustainable Future on Sites of our Polluting Past; Routledge, New York and London 2021
- Galdini R., Terapie urbane. I nuovi spazi pubblici della città contemporanea; Rubettino Editore, Soveria Mannelli (Catanzaro) 2017
- Barton, H. (2017). City of Well-Being: A Radical Guide to Planning. London and New York: Routledge.
- Gehl, J. (1987). Life Between Buildings: Using Public Space (transl. by Kock, J.). New York: Van Nostrand Reinhold
