Arch. Albert De Pineda

Albert de Pineda, architetto abilitato dal 1980 e master in Pianificazione e Progettazione di Centri Ospedalieri presso la UOC. Nel 1997 ha fondato PINEARQ, studio internazionale di architettura specializzato nello sviluppo di progetti complessi per le scienze della salute, presente in oltre 10 paesi tra America Latina, Europa, Africa e Asia.
2.8 LABORATORIO DI TESI
IL SAPERE DELL’ARCHITETTO NELLA PROGETTAZIONE SANITARIA
Laboratorio di Tesi 1, 2, 3 (15h)
CURA DELLA CITTA’: La struttura sanitaria come fattore di riqualificazione urbana
Abstract
L’ospedale ha rappresentato, nel corso della storia, uno degli edifici più complessi e carichi di significato nel panorama dell’architettura urbana. Lungi dall’essere una semplice infrastruttura tecnica dedicata alla cura, esso ha intrattenuto con la città un rapporto dialettico in continua evoluzione, oscillando tra autonomia e integrazione, tra isolamento e permeabilità. La domanda fondamentale che guida questa riflessione — se l’ospedale sia un oggetto autonomo o un frammento della città — costituisce la chiave interpretativa attraverso cui leggere l’intera traiettoria tipologica dell’architettura ospedaliera. L’evoluzione storica delle tipologie ospedaliere, dal modello claustrale medievale al padiglionare igienista, dal monoblocco razionalista al mat-building, fino alle configurazioni contemporanee a campus sanitario, rivela una tensione costante tra efficienza funzionale e qualità urbana. Ogni stagione tipologica ha risposto a imperativi medici, sociali e tecnologici differenti, ridefinendo di volta in volta il rapporto tra edificio e contesto, tra spazio interno e spazio pubblico. L’acqua costituisce inoltre una delle dimensioni più persistenti e multivalenti di questa storia: risorsa igienica e logistica nell’antichità, agente terapeutico nei sanatori marittimi ottocenteschi, elemento biofílico e paesaggistico nel progetto contemporaneo. La sua presenza ha orientato localizzazioni, configurazioni formali e qualità dell’esperienza del paziente. Nell’ospedale contemporaneo, la città entra letteralmente nell’edificio: strade interne, piazze, usi misti e flussi differenziati replicano la complessità urbana all’interno della struttura sanitaria, trasformandola da enclave chiusa a infrastruttura metropolitana aperta, permeabile e generatrice di urbanità.
Parole Chiave
Tipologia ospedaliera, Integrazione urbana, Permeabilità, Infrastruttura metropolitana
Lezione 1
L’OSPEDALE COME AGGREGATORE DI CITTÀ: L’Ospedale nella cità e la città nell’ospedale. Casi di studio
Abstract
I casi di studio esaminati illustrano con precisione come l’ospedale possa assumere il ruolo di catalizzatore territoriale e generatore di nuova urbanità. L’Ospedale degli Innocenti di Brunelleschi a Firenze (1419) dimostra che già nell’umanesimo l’architettura sanitaria poteva costruire spazio pubblico attraverso il portico, dispositivo di mediazione tra istituzione e città. L’Hospital de la Santa Creu i Sant Pau di Domènech i Montaner a Barcellona (1930) anticipa il modello del campus sanitario, integrando padiglioni specializzati, giardini terapeutici e continuità con il tessuto dell’Eixample. Il progetto di Le Corbusier per l’Ospedale di Venezia (1965) rappresenta la svolta verso il mat-building: struttura orizzontale aperta, modulare ed estensibile, che reinterpreta il tessuto lagunare come modello per un’infrastruttura sanitaria in continua trasformazione. Il caso dell’Hospital del Mar di Barcellona sintetizza un secolo di stratificazioni urbane: da ospedale per malattie infettive in un territorio industriale, si è trasformato — attraverso le fasi progettuali di Pinearq e Brullet de Luna tra il 1992 e il 2025 — in un complesso integrato di oltre 280.000 m² che unisce assistenza, ricerca e formazione, ridefinendo il waterfront urbano. Il Campus Salut di Girona, con l’Ospedale Santa Caterina (2006) e il nuovo Trueta (in costruzione), articola un ecosistema sanitario-territoriale fondato su paesaggio biofílico, sostenibilità ambientale e qualità degli spazi aperti. I riferimenti internazionali del New Karolinska Solna e del New North Zealand Hospital completano il panorama, confermando la tendenza verso ospedali permeabili, adattabili e profondamente radicati nel territorio.
Parole Chiave
Catalizzatore urbano, Campus sanitario, Design biofílico, Adattabilità, Casi di studio
Bibliografia / Testi consigliati
- MUHBA. Barcelona Hospitalària. La ciutat i els seus hospitals, segles XIV-XX (2023)
- Stephen Verderber & David Fine — Healthcare Architecture in an Era of Radical Transformation (2000, Yale University Press)
- Michel Foucault — Naissance de la clinique (1963)
- Cor Wagenaar (ed.) — The Architecture of Hospitals (2006)
Progetti analizzati:
- Ospedale degli Innocenti di Filippo Brunelleschi a Firenze (1419) – L’ospedalle medievale
- Hospital de la Santa Creu i Sant Pau di Lluís Domènech i Montaner a Barcellona (1930) – padiglioni igienisti
- Ospedale di Venezia di Le Corbusier (1965) – mat building
- Hosiptal del Mar di Pinearq (2019-2025)
- Ospedale Santa Caterina di Pinearq (2026)
