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Diritto e città “verde”

a cura di Marco Brocca e Micol Roversi Monaco

La ricerca Prin “Sylva” si propone di interrogare il tema della selva sia da un punto di vista reale e materiale – boschi, foreste, animali selvatici che, in particolare in Italia, si stanno riappropriando del territorio, non da meno quello urbano o ex-urbanizzato – sia dal punto di vista simbolico: selva in quanto irruzione del disordine, che rende sempre più labile, conteso e conflittuale il confine tra naturale e artificiale, tra ambiente e istituzioni. Ebbene, considerando tale premessa, la selva sembra proprio l’ambiente meno consono al diritto e alla sua vocazione e funzione: produrre e stabilire un ordine condiviso laddove pare dominare il disordine, insomma indicare e tracciare la via “dritta” e “retta”. Eppure, a ben vedere, la selva può rappresentare anche un’opportunità per il diritto, per un suo esercizio “creativo”. Talvolta, infatti, una condizione di disordine può risultare più giuridicamente interessante piuttosto che un eccesso di ordine e di regolamentazione, una sorta di ipertrofia di ordine.

Diritto e città "verde"

La ricerca Prin “Sylva” si propone di interrogare il tema della selva sia da un punto di vista reale e materiale – boschi, foreste, animali selvatici che, in particolare in Italia, si stanno riappropriando del territorio, non da meno quello urbano o ex-urbanizzato – sia dal punto di vista simbolico: selva in quanto irruzione del disordine, che rende sempre più labile, conteso e conflittuale il confine tra naturale e artificiale, tra ambiente e istituzioni. Ebbene, considerando tale premessa, la selva sembra proprio l’ambiente meno consono al diritto e alla sua vocazione e funzione: produrre e stabilire un ordine condiviso laddove pare dominare il disordine, insomma indicare e tracciare la via “dritta” e “retta”. Eppure, a ben vedere, la selva può rappresentare anche un’opportunità per il diritto, per un suo esercizio “creativo”. Talvolta, infatti, una condizione di disordine può risultare più giuridicamente interessante piuttosto che un eccesso di ordine e di regolamentazione, una sorta di ipertrofia di ordine.

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